Itaca

ulisse

 

I venti del dolore di hanno sbalottata

per così tanto tempo

che forse hai scordato Itaca.

Fatti legare all’albero maestro.

Metti i tappi alle orecchie del tuo timoniere.

Se ascolti con attenzione il canto delle sirene potrai riconoscerne l’origine.

E’ il suono della paura che sbuffa dalle tue cicatrici.

Dubbi, catene che ti sei chiusa intorno alle caviglie.

Dubbi, macigni che mi sono caricato sulla schiena.

Guardo le tue braccia e prego perché possano spezzare le catene.

Guardo le mie gambe e prego che possano reggerne il peso.

Come un sasso sopra un seme,

il dubbio soffoca la pianta dell’amore.

Di giorno l’annaffio con le mie speranze,

di notte l’avveleno con le mie paure.

Basterebbe riuscire solo a scaldarla con il cuore,

ad irradiarla di verità ,

per assistere al miracolo.

La pianta che vuole vivere scava la roccia.

Collezioniamo attimi ingialliti, ma siamo fatti della stessa sostanza del mutamento.

Se ci opponiamo al fluire della vita, ci opponiamo al fiorire del destino.

A.C.



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