Consapevolezza e liberazione

AndreasMuller
Sebbene alcune persone insegnino la consapevolezza come una via verso la libertà, non ha assolutamente alcuna connessione con la liberazione. La consapevolezza può apparire oppure no, ma esperita come realtà, rimane nella storia del me. La consapevolezza usata come un metodo, può essere sentita molto neutrale e quindi in un certo modo piacevole. Eppure è il ‘me’ che cerca di mantenere l’illusione del controllo non essendo ‘ciò che è’, ma solo essendo consapevole di ‘ciò che è’.

La neutralità che viene sentita può sembrare piacevole per qualche tempo, perché raffredda l’intensità della vita. Inoltre, questa neutralità spesso viene confusa con l’illuminazione o la liberazione, che da all’apparente ricercatore la sensazione che sta procedendo bene.

Tutto questo è un gioco all’interno della storia della separazione. La liberazione è il collasso del ‘me’ e di ‘ciò che sembra essere separato’. Ciò che rimane è la totalità, che è vitalità totale, che è nessuna cosa.

Gli insegnamenti e le terapie parlano alla persona offrendo la liberazione nel futuro, dato che l’attuale viene percepito come ‘non esserlo’. Apparentemente questi insegnamenti mantengono il ricercatore incastrato nella sua storia del tempo e del percorso verso qualcos’altro. Nutrono l’idea di essere una persona così come il gioco di speranza e disperazione, mentre l’apparente ‘me’ si focalizza sul suo futuro obiettivo.

Questo messaggio non offre alcun percorso o metodo, perché non ci sono cose del genere. Tutto quello che c’è, è ciò che è. Non esiste nient’altro. Ciò che è è già completo, intero. L’idea che ci sia un qualcuno che può raggiungere ciò che è è assurdo, perché altrimenti ci sarebbe un altro ciò che è.

Questo messaggio viene dalla percezione della separazione come illusoria. ‘Dopo’ esiste solamente nella storia del me, dove il tempo viene sperimentato come reale. Ancora: tutto ciò che c’è, è ciò che è. E’ intero e completo. E’ la vitalità, la totalità che viene cercata. Nulla che appare come questo.

Andreas Muller



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