Cosa si intende per “comportamento passivo-aggressivo”?

FAKE-SMILE

L’aggressività passiva fa riferimento ad una modalità di esprimere rabbia e ostilità indirettamente, cioè ferendo gli altri senza apparentemente fare nulla.

Essa può esprimersi in vari modi: sarcasmo, complimenti ambigui, evitare il confronto, omissioni, eccessive dimostrazioni di interesse e gentilezza non autentici, procrastinazioni, finti fraintendimenti, agire inefficacemente in modo intenzionale e, ovviamente, negazione dei propri sentimenti di rabbia quando qualcuno li coglie.

Benchè tutti noi mettiamo saltuariamente in atto comportamenti di questo tipo, ci sono alcune persone che ne fanno la loro modalità di relazione abituale…

Una buona gestione delle emozioni è un ingrediente fondamentale del benessere psicologico e, in quest’ottica, diviene fondamentale il concetto di “regolazione”. Nel caso della rabbia, essa fa riferimento alla capacità di esprimere questa emozione apertamente in modo equilibrato, evitando sia atteggiamenti di repressione, sia di aggressività passiva, sia di aggressività discontrollata.

Perché questo comportamento disfunzionale è così diffuso? Ecco alcune spiegazioni:

1. La rabbia è socialmente inaccettabile
La rabbia è una emozione umana naturale. È alla base di moltissime esperienze umane. Eppure, da un’età molto giovane, molti di noi sono bombardati dal messaggio che la rabbia è negativa e non va espressa. Durante il periodo del nostro sviluppo emotivo, quando siamo molto sensibili alla pressione sociale da parte dei genitori, degli insegnanti e degli adulti di riferimento, impariamo che per essere “buoni” dobbiamo evitare un’onesta auto-espressione e nascondere i sentimenti di rabbia.

2. L’ostilità nascosta è socialmente accettabile
Quando le persone imparano che non possono esprimere la rabbia apertamente, onestamente e direttamente all’interno delle relazioni, l’emozione non svanisce e non viene gestita adeguatamente. Molti di noi imparano a esprimerla in modi alternativi, socialmente accettabili, spesso attraverso comportamenti aggressivo passivi come ad esempio fare promesse e non mantenerle, procrastinare, inventare scuse, lamentarsi ed assumere atteggiamenti vittimistici ecc.

3. L’aggressione passiva è più facile dell’assertività
I bambini non nascono con la capacità di comunicare i loro sentimenti in modi emotivamente onesti e diretti. Piuttosto, l’assertività è un’abilità che deve essere imparata ed attraverso la sua attuazione può essere sempre meglio padroneggiata. Infatti i comportamenti aggressivo passivi come tenere il broncio, ritirarsi emotivamente, e la comunicazione indiretta sono il segno di un’espressione emotiva immatura.

4. L’aggressività passiva è facilmente razionalizzata
Spesso la persona che mette in atto comportamenti passivo aggressivi, ad esempio procrastinando attività concordate, mettendo il broncio e lamentandosi quando l’altro la mette alle strette, tende a fingere indignazione, a non comprendere la reazione altrui, ad assumere atteggiamenti vittimistici, razionalizzando il proprio comportamento e valutando come problematica la reazione dell’altro. Non mettendosi in discussione l’altro diventa nemico e conferma il proprio stato di vittima.

5. La vendetta è dolce
L’aggressività passiva comprende tutta una serie di comportamenti volti a “vendicarsi” nei confronti di un’altra persona senza che quest’ultima riconosca la rabbia sottostante tali azioni. Se ad esempio una persona passivo aggressiva si sente sotto-riconosciuta al lavoro ed è quindi risentita col suo capo, potrebbe darsi malata per due giorni consecutivi, disattendendo ad esempio una scadenza importante che sabota la produttività del suo dipartimento e mette in pessima luce il suo capo che per questo non riceve una promozione. Ecco che un comportamento apparentemente non aggressivo o scollegato dall’evento finale risulta essere invece frutto dell’ostilità provata ed agita in maniera disfunzionale.
Come in questo esempio, l’aggressività passiva è spesso un ‘crimine di omissione’, è ciò che la persona non ha fatto che indirettamente ha causato un grave problema per l’oggetto della sua rabbia.

6. Il comportamento aggressivo passivo è conveniente
Non tutti coloro che usano il comportamento aggressivo passivo sono persone aggressivo passive. Un marito che di solito comunica direttamente e onestamente con la moglie può ad esempio non avere i mezzi in un momento particolare per dire “no” ad una sua richiesta, così promette di farlo trovando poi infinite scuse per non portare a termine il compito. L’uomo non è passivo aggressivo su tutta la linea, ma in questa occasione sceglie l’aggressività passiva come un comportamento pratico e conveniente al posto di un’onesta discussione ed un possibile conflitto evidentemente percepiti come più faticosi.

7. L’Aggressività passiva può far sentire la persona potente
Attraverso la negazione dei sentimenti di rabbia, il ritiro dalla comunicazione diretta, l’assunzione del ruolo di vittima, il sabotare il successo degli altri, le persone aggressivo passive creano negli altri la sensazione di trovarsi su un ottovolante emotivo. Attraverso poi l’inefficienza intenzionale, la procrastinazione e le vendette nascoste, l’individuo aggressivo passivo costringe gli altri ad agire la loro rabbia repressa. Questa capacità di controllare la risposta emotiva di un altro rende la persona passivo aggressivo potente. Lui / lei diventa il “burattinaio-padrone dell’universo” di qualcun altro e il controllore del suo comportamento.

Conseguenze

A breve termine, i comportamenti aggressivo passivi possono essere più convenienti del confronto e in genere richiedono meno capacità assertive. Nel lungo periodo però, il comportamento aggressivo passivo è ancora più distruttivo per le relazioni interpersonali di quello aggressivo. Nel corso del tempo, praticamente tutti i rapporti con una persona passivo aggressiva diventano confusi, distruttivi e disfunzionali.

Fonte: tratto da articolo dello Studio Psicologico Corvetto



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