Into the flow

rafting

Lo psicologo Mihaly Czikszentmihalyi si è chiesto quali fattori ci fossero in gioco alla base delle prestazioni eccellenti di atleti, artisti, musicisti. Lo psicologo croato ha osservato che coloro che riescono ad ottenere risultati straordinari  riescono ad entrare in uno stato di coscienza in cui si è completamente immersi nell’attività  stessa.

Ero già  in pole, […] e ho solo continuato ad andare. Improvvisamente ero quasi due secondi più veloce di chiunque altro, compreso il mio compagno di squadra con la stessa macchina. E improvvisamente ho realizzato che non stavo più guidando la macchina coscientemente. La stavo guidando attraverso una specie di istinto, solo che ero in una dimensione differente. Era come se fossi in un tunnel”.  Ayrton Senna  sulla sua  esperienza  durante il  Gran Premio di Monaco del 1988.

Durante una gara l’attenzione è tutta focalizzata sui movimenti del corpo e sull’ambiente circostante. Si vive nel momento, del tutto immersi nell’attività . Il tempo sembra fermarsi. La mente non “pensa” razionalmente a qualcosa ma è ricettiva, aperta ad elaborare tutti gli stimoli esterni ed a convertirli in risposte psico-motorie più adeguate all’esigenza del momento. Il soggetto nello stato mentale di flusso percepisce un diffuso benessere e nel tempo ha una soddisfazione duratura nello svolgere  l’attività .

Csikszentmihaly utilizzò il termine flusso (in inglese “flux”  o “flow”, in italiano anche “zona”  o “trance agonistica”  nel linguaggio sportivo) per la prima volta  nel  1975 in quanto questo stato mentale è stato descritto da molte persone da lui intervistate come “una corrente d’acqua che li trascinava”.

Essere nel flusso è essere completamente coinvolto in un’attività  fine a se stessa. L’ego cade. Il tempo vola. Ogni azione e movimento segue inevitabilmente il precedente, con naturalezza, come fosse un pezzo jazz. In questo processo è coinvolto il vostro intero essere e  la propria potenzialità   viene utilizzata al massimo. Csikszentmihalyi

Csikszentmihalyi individua diversi fattori interdipendenti che costituiscono la basi per una esperienza di flusso:

  1. Obiettivi chiari: le aspettative e le modalità  di raggiungimento sono chiare.
  2. Concentrazione totale sul compito: un alto grado di concentrazione in un limitato campo di attenzione (la persona non ragiona su passato e futuro ma solo sul presente).
  3. Perdita dell\’autoconsapevolezza: il soggetto è talmente assorto nell’attività  da non preoccuparsi del suo  ego.
  4. Distorsione del senso del tempo: si altera la percezione del tempo. Non si rende conto del suo scorrere.
  5. Retroazione  diretta e inequivocabile: l’effetto dell’azione deve essere percepibile dal soggetto immediatamente ed in modo chiaro.
  6. Bilanciamento tra sfida e capacità : l’attività  non è né troppo facile né troppo difficile per il soggetto.
  7. Senso di controllo: la percezione di avere tutto sotto controllo e di poter dominare la situazione.
  8. Piacere intrinseco: l\’azione dà  un piacere intrinseco, fine a se stesso (esperienza autotelica).
  9. Integrazione tra azione e consapevolezza: la concentrazione e l’impegno sono massimi. La persona è talmente assorta nell’azione da fare apparire l’azione naturale

L’intervento di  Csikszentmihalyi a TED

Studiando il fenomeno, Czikszentmihalyi è arrivato alla conclusione che  questo stato d’animo emergerebbe solo quando la sfida e la capacità  percepite dal soggetto sono in equilibrio (vedi il punto 3 nel diagramma qui sotto). Altrimenti, a meno di una capacità  straordinaria di accettare ed elaborare i propri stati emotivi, l’entrare nello stato di flusso è ostacolato dalla:

  • ansia, quando il compito è percepito troppo difficile rispetto alle proprie capacità  (vedi punto 1);
  • noia, ovvero dallo scarso coinvolgimento in quanto il compito è percepito essere troppo semplice rispetto alle proprie capacità  (punto 2).

flow-channel

Solo liberi dall’ansia ma contestualmente stimolati dall’attività  si può restare nel canale centrale nel quale il coinvolgimento totale nel compito svolto rende l’esperienza “ottimale”.

Csikszentmihalyi è stato forse il primo a descrivere questo concetto nella  psicologia  occidentale ma, come lui stesso riconosce, non è stato il primo a quantificare il concetto di flusso o a sviluppare applicazioni basate sul concetto.

I praticanti di varie scuole di  Buddismo Zen  applicano concetti simili a quello di \”flusso” nella pratica della loro arte, come nel caso dell\’aikido,  kendo  e  ikebana. Nella tradizione  yoga  si fa riferimento allo stato di “flusso”  per quanto riguarda la pratica dello Samyama, la focalizzazione della psiche sull’oggetto della meditazione.


Mihaly Csikszentmihalyi è uno psicologo, nato nal 1934 a Fiume, figlio del console ungherese nella città  che all’epoca era italiana, e che ora si chiama Rijeka ed è in Croazia. Guru del “good work”, del benessere sul luogo del lavoro, è uno dei padri fondatori della così detta Psicologia Positiva.

Fonte: Wikipedia  



One Comment

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