I filtri della mente

Nel 1999 due psicologhi cognitivi statunitensi, Daniel Simons e Christopher Chabris, proposero un esperimento molto interessante sull’attenzione selettiva e sulla percezione della realtà .

Se non l’avete mai fatto, questo è il video originale dell’esperimento.

Dovete contare i passaggi che effettuano i ragazzi vestiti di bianco.

A distanza di anni, nel 2010, i due psicologi hanno riproposto un nuovo esperimento. Dovete sempre contare i passaggi effettuati dai ragazzi vestiti di bianco…

Lo studio originario era dedicato allo studio della “attenzione selettiva”, ovvero del “processo cognitivo che permette di selezionare stimoli ambientali, ignorandone altri”. Una metafora spesso usata è quella del filtro, che lascia passare soltanto gli stimoli considerati rilevanti.

Proprio come un filtro, guardando il video si sperimenta come della realtà  venga percepito, almeno a livello conscio, solo quello che si vuole vedere. Ma se l’osservatore si aspetta l’imprevisto?

L’idea di questo nuovo video è stata quella di verificare se chi aveva già  visto il primo video (sapendo quindi del gorilla in anticipo) sarebbe stato più o meno bravo nel notare altri eventi imprevisti nel video stesso.

“Si possono fare due previsioni alternative”, ha detto Simons. “Sapere del gorilla potrebbe aumentare le probabilità  di notare altri eventi imprevisti oppure potrebbe portare gli spettatori a cercare esclusivamente il gorilla e, quando ne trovano uno, potrebbero non riuscire a notare qualsiasi altra cosa fuori dal comune.”

Che effetto fa quindi “aspettarsi l’inaspettato”?

Gli psicologi hanno fatto vedere il nuovo video a due gruppi: il primo non conosceva il vecchio esperimento mentre il secondo gruppo lo avevano già  visto.

Dei 41 volontari che non avevano mai visto o sentito parlare del vecchio video, un po’ meno della metà  non ha visto il gorilla nel nuovo video. Confermando il risultato degli esperimenti precedenti.

Dei 23 volontari che conoscevano il primo esperimento, tutti hanno individuato il gorilla nel nuovo esperimento. Tuttavia, sapere del gorilla non ha migliorato le loro possibilità  di individuare altri eventi imprevisti.

Solo il 17 per cento di coloro che conoscevano il vecchio video ha notato uno o entrambi gli altri eventi imprevisti nel nuovo video, mentre il 29 per cento di coloro che non sapeva nulla del vecchio video ha notato uno degli altri eventi imprevisti nel nuovo video.

“Questa dimostrazione è molto simile a quanto accade per certi trucchi di magia in cui un mago fa scomparire ripetutamente una palla”, ha detto Simons. “L’illusionista può portare il pubblico a pensare che stia per fare scomparire la palla con un certo metodo e, mentre la gente cerca di scovare il trucco che si aspetta, ne utilizza uno diverso. Il trucco sfrutta l’attenzione selettiva della gente e dimostra come spesso non si noti ciò che non ci aspettiamo di vedere.”

“Molte persone hanno, riguardo al primo esperimento, hanno obiettato dicendo che le persone non prestano normalmente sufficiente attenzione a ciò che accade intorno a loro e che, con una maggiore attenzione e “aspettandosi l’inaspettato”, sarebbero state in grado di notate qualcosa di importante. Il nuovo esperimento dimostra che il sapere che una cosa inaspettata potrà  accadere non è necessariamente di aiuto nel notare altre cose impreviste”.

La soluzione? Meditare per aumentare la consapevolezza nel presente (mindfulness). Abbassare il livello di stress (e le tensioni emotive) agevola infatti l\’espressione della creatività , il problem solving e l\’evitare gli errori.

Nessuno è nato sotto una cattiva stella, ci sono semmai uomini che guardano male il cielo. Dalai Lama



Lascia un commento

Devi essere connesso per inviare un commento.