La proiezione

 

In psicologia “proiettare” significa infatti attribuire ad un altro qualcosa che invece fa parte di noi e che non tolleriamo.

Spesso quello che ci disturba dell’altro risuona dentro di noi perché ci sbatte in faccia quello che non vogliamo vedere essere anche dentro di noi.

Proiettiamo esternamente il problema per non doverlo affrontare in noi stessi.

Se è lui ad essere sbagliato, è lui e non io che deve cambiare.

Una piccola dose di proiezione è forse inevitabile visto che è un sistema difensivo della mente molto arcaico, ma nel patologico si può arrivare alla famosa paranoia.

Questo meccanismo difesa inconscio si collega di frequente alla scissione delle proprie qualità  ritenute “buone” e “cattive” (e sono queste ultime, sgradite, che vengono proiettate all’esterno):  “Sono gli altri che mi odiano, mica io che li odio”.

La superstizione offre un terreno fertile…  “E’ perché era venerdì 17 che mi è successo di tutto e ho fatto un gran casino.” … “E’ perché sono del segno dei Gemelli che arrivo sempre in ritardo.

Fondamentali sono stati gli studi di  Melanie Klain  sulla proiezione nel neonato. Il meccanismo difensivo della proiezione è molto potente proprio perché è una strategia della mente arcaica che inizialmente è alla base dello sviluppo e della costruzione dell’Io.

Melanie Klein parla di introiezione-proiezione: il neonato introietta frammenti di oggetti buoni (esperienze gratificanti, legate all’alimentazione) e proietta all’esterno le esperienze cattive (frustrazione e dolore). Sono queste primissime esperienze istintuali (pulsione di vita/pulsione di morte) ad avviare la costruzione dell’Io e del non-Io, interno/esterno.

Il continuo ripresentarsi della pulsione di morte costringe il neonato a rinforzare senza tregua il suo sistema difensivo con la proiezione all’esterno di tutte le cattive esperienze e con l’introiezione all”interno delle buone. Quando il livello delle frustrazioni diviene intollerabile, il bambino organizza il proprio comportamento in maniera difensiva. L’eccesso difensivo può dare luogo a  disturbi del comportamento  che, se non affrontati e risolti, sfociano nelle nevrosi e nelle psicosi.

Lo studio della proiezione e della identificazione proiettiva (concetto diverso e molto più complesso) e stato anche sviluppato da tanti altri psicoterapeuti, tra cui Bion e Winnicott.

…L’inconscio, quando non realizzato, esercita continuamente la sua influenza, insinuando un elemento illusorio nelle nostre percezioni; l’illusione riguarda sempre oggetti del mondo esterno, in quanto tutto ciò che è inconscio viene proiettato. Quando comprendiamo il nostro inconscio, strappiamo il velo dell’illusione dagli oggetti, e ciò può solo promuovere la verità .” C.G. Jung 

…Forte tendenza nella natura umana, meccanismo psicologico per mezzo del quale noi proiettiamo sugli altri i nostri stati d’animo, gli atteggiamenti, gli impulsi, i sentimenti, le idee, che sono in noi.  [Ad esempio] chi ha una tendenza ostile verso gli altri (tanto più se non la riconosce) la proietta su di essi, cioè crede che essi siano ostili a lui.  Assaggioli –  Lezioni sulla Psicosintesi 1964-1965

Un tale che aveva mal di denti incontrò un altro che stava urlando a squarciagola e gli chiese che cosa avesse; e quando il poveretto gli rispose che una vipera l’aveva morso, osservò: “credevo che ti facesse male un dente!”.  “Racconti popolari serbi” di Franjo Tragrancic, citato da  Marta Olivetti Belardinelli, nel suo libro “Identificazione e proiezione”

 

Foto: http://www.timnobleandsuewebster.com/



2 Comments

  1. Stefania wrote:

    Direi molto vero! E anche: “la consapevolezza vi renderà  liberi” Ciao!

  2. stefania wrote:

    Direi molto vero, e anche: “la verità  rende liberi”…

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