Lo zen e l’arte di camminare…

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La meditazione camminata è una delle pratiche di consapevolezza del buddismo e dello zen. Rispetto alla meditazione seduta per noi occidentali può risultare più accessibile e più semplice. Ecco i consigli di un grande maestro, Thich Nhat Hanh, per camminare (per poi vivere) in consapevolezza:

“Quando pratichi da solo la meditazione camminata lenta puoi provare a fare così: inspira e fai un passo, concentrando tutta l’attenzione sulla pianta del piede; non fare il passo successivo finché non sei pienamente arrivato, finché non sei nel qui e ora al cento per cento, puoi concederti il lusso di fare così.

Poi, quando sei certo di essere arrivato al cento per cento nel qui e ora, in contatto profondo con la realtà, sorridi e fai il passo successivo.

Esercitiamoci nel riportarci nel presente: “Quel che accade ora è che sono vivo e sto facendo un passo”. In ognuno di noi c’è un buddha, dovremmo lasciare che sia lui a camminare.”

Puoi fare un passo ed entrare in contatto con la terra in modo da stabilirti nel momento presente: così arrivi nel “qui e ora”. Non occorre fare alcuno sforzo: i piedi toccano la terra in consapevolezza
portandoti subito nel qui e ora.

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Quando camminava, il Buddha lo faceva senza sforzo, semplicemente godeva di camminare; non aveva bisogno di sforzarsi perché quando si cammina in presenza mentale si è in contatto con tutte le meraviglie della vita che si hanno dentro di sé e intorno a sé.

È questo il modo migliore di praticare: praticare senza far vedere che stiamo praticando. Non si fa nessuno sforzo, non si lotta, semplicemente si gode di camminare – ma è qualcosa di molto profondo.

A molti di noi riesce difficilissimo immaginare una pratica priva di sforzo, nel piacere rilassato della consapevolezza. Succede perché non camminiamo con i piedi: certo, fisicamente sono i nostri piedi a camminare, ma la mente è altrove, dunque non stiamo camminando con l’intero corpo e con l’intera coscienza.

Consideriamo mente e corpo due cose separate: il corpo sta camminando in una direzione, la coscienza ci trascina in una direzione diversa.

Quando capiamo quanto corpo e mente siano interconnessi, la semplice azione di camminare come faceva il Buddha può essere estremamente facile e piacevole: sei libero, all’improvviso – libero da tutti i progetti, da tutte le preoccupazioni, da tutte le aspettative.

Sei pienamente presente, pienamente vivo.

(tratto da: Thich Nhat Hanh, Camminando con il Buddha. Zen e felicità, Mondadori 2009)



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