L’oca è fuori!

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L’ufficiale Riko una volta chiese a Nansen di fargli luce sull’antico problema dell’oca nella bottiglia: “Se un uomo mette un pulcino d’oca in una bottiglia e lo nutre finché non è cresciuto, come potrà far uscire l’oca senza ucciderla o senza rompere la bottiglia?”

Nansen battè le mani con forza e urlò: “Riko!!!”

“Sì maestro?” rispose Riko sobbalzando per la sorpresa.

“Vedi, l’oca è fuori!” disse Nansen

– – –

Il momento in cui il maestro urla il nome del discepolo e batte la mani ricorda le modalità con cui l’ipnotista sveglia l’ipnotizzato da una trance. Nansen porta Riko nel presente, nel qui e ora, nella realtà.
Se onestamente si prova a rispondere al koan, orientando la propria mente alla sua soluzione, anche solo per cinque minuti consecutivi, ci si ritrova con le spalle al muro, faccia a faccia con l’incapacità di risolvere un quesito in apparenza semplice. La mente si concentra e non trova risposta. Questo koan diventa temporaneamente la sua occupazione, la sua ricerca, la sua vita, la sua realtà… in gergo: una fissazione (ndr: o sega mentale).

La risposta

“L’oca è fuori”

non è solo un nonsense. È far uscire la mente da una realtà fittizia (da una sega mentale), poco importa se creata appositamente!

L’oca è già fuori, e tu sei impegnato a trovare un modo per farla uscire.

È una metafora vivente: mentre si è impegnati a risolvere con la mente un quesito della mente, la risposta è che il quesito stesso non ha motivo di esistere.

Fuori dalla fissazione del koan, fuori dall’ipnosi: nella realtà. L’oca è già fuori, non è mai stata dentro. Nella realtà non c’è nessun problema, è la mente che crea problemi e poi cerca di risolverli.

Un koan è un “problema” irrisolvibile che mette la mente con le spalle al muro, che ti costringe a vivere qui e ora, nella realtà.

Con un doppio salto logico mortale, possiamo addirittura considerare l’oca come la presupposta buddità del cultore zen, la sua illuminazione, che egli considera intrappolata nella mente e che tramite lo Zen si sforza di far uscire; e nello Zen riceve questo koan che gli rivela inaspettatamente che l’oca è già fuori, che lui è già perfetto, già illuminato.

“Storia e storie di un’eresia chiamata zen” di Fabrizio Ponzetta – Jubal editore



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