Quello che è

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Accettare pienamente quello che è. Questo non vuol dire “giustificarsi” (“non è colpa mia sono fatto così! eh!”). Non vuol dire ad esempio sfogare la rabbia se siamo arrabbiati. Vuol dire accettare il fatto di essere arrabbiati per un po’… Di avere quell’energia che ci “abita”.

Molto spesso le reazioni emotive sono totalmente automatiche, sono appunto “reazioni”. Quelle emozioni non siamo noi, sono parte di noi. Dovremmo dire più propriamente “c’è rabbia” e non “sono arrabbiato”…

Dal momento che ci concediamo di “essere quello che siamo” non esiste più nessun “contrasto”. Non c’è niente da misurare o aggiustare. I problemi li creiamo noi pensando di “correggerci”. E’ un paradosso, ma pensando di “migliorarci” facciamo in realtà spesso dei danni.

Perché quel rifiuto verso la realtà, mantiene una tensione, un contrasto tra quello che è (come sono ora io, nel contesto in cui sono) con quello che vorremmo che sia (quello che vorrei essere e la realtà intorno a noi che vorremmo).

E’ questo perenne contrasto, come due placche tettoniche che si scontrano, che produce i terremoti…

AC



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